{"version":"1.0","provider_name":"Pic-on","provider_url":"https:\/\/pic-on.it\/en\/","title":"CHIESA DELL'ANNUNZIATA - Pic-on","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"4J1zv7Orq1\"><a href=\"https:\/\/pic-on.it\/en\/punti-dinteresse\/chiesa-dellannunziata\/\">CHIESA DELL&#8217;ANNUNZIATA<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/pic-on.it\/en\/punti-dinteresse\/chiesa-dellannunziata\/embed\/#?secret=4J1zv7Orq1\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;CHIESA DELL&#8217;ANNUNZIATA&#8221; &#8212; Pic-on\" data-secret=\"4J1zv7Orq1\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">\n\/* <![CDATA[ *\/\n\/*! 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Paolo, sita fuori le mura, ottenne da Rainaldo vescovo di Ascoli, di trasportare la sua parrocchia all\u2019interno del castello ed ebbe dallo stesso vescovo la prima pietra della nuova chiesa. Nel campaniletto a vela si pu\u00f2 ammirare la campana pi\u00f9 antica della chiesa, che porta la data 1456 e che fu sicuramente commissionata dai frati che avevano dovuto lasciare la primitiva sede, i quali mutarono il titolo della chiesa, dedicandola all\u2019Annunziata, mentre il titolo di S. Paolo torn\u00f2 alla primitiva chiesetta fuori le mura, all\u2019estremit\u00e0 orientale dell\u2019antico Borgo. Il 5 ottobre del 1652 il pontefice Innocenzo X soppresse i piccoli conventi, e l\u2019Annunziata fu poco dopo affidata (18 aprile 1653) al clero secolare. Posteriore a tale data \u00e8 la costruzione degli altari, che risalgono quasi tutti alla seconda met\u00e0 del Settecento o ai primi anni dell\u2019Ottocento. All\u2019edificio di culto, a navata unica senza abside, con annessa una piccola sacrestia, si accede da un rozzo portale in pietra ascolana, incassato nella disadorna superficie della facciata. All\u2019interno \u00e8 addossata alla controfacciata, sopra la porta d\u2019ingresso, la semplice cantoria lignea che ospita il pregevole organo, commissionato al maestro ascolano Vincenzo Paci (1856), anch\u2019esso recentemente restaurato. L\u2019affresco pi\u00f9 antico, in una nicchia sulla parete sinistra vicino all\u2019ingresso (immediatamente a sinistra dell\u2019altare dedicato a S. Maria del Soccorso) raffigura la Madonna col Bambino affiancata da Santi, e si pu\u00f2 datare al 1509. Anche gli altri affreschi sono tutti databili fra la fine del XV secolo e i primi decenni del XVI: i pi\u00f9 pregevoli sono di scuola crivellesca, riportati alla luce gi\u00e0 agli inizi del Novecento; altri, non meno pregevoli, sono stati liberati dalla calcina in epoca pi\u00f9 recente: vanno segnalati quelli sulla parete a destra di chi entra, immediatamente a destra dell\u2019altare dell\u2019Addolorata, che in parte si sovrappone alla parete affrescata con una \u201csacra conversazione\u201d raffigurante rispettivamente la Madonna in trono tra i santi Biagio, Sebastiano e Rocco (le figure di S. Biagio e S. Sebastiano furono riportato alla luce durante i lavori di rimozione dell\u2019altare nell\u2019agosto 2005). La dedica a S. Rocco porta la data del 1530 (e il nome del dedicante Laudadeo), mentre un graffito del 1596 attesta che fino a tale data l\u2019affresco fu visibile (in seguito anch\u2019esso fu ricoperto, come tutti gli altri, da pi\u00f9 mani di calcina). Di grande interesse sono anche le figure di Santi (specie un S. Giuseppe, affrescato sulla parete nord del presbiterio, a sinistra dell\u2019altare maggiore, commissionato nel 1540 da una madonna Chaterina Lelia), riportati alla luce nel 1970, mentre non \u00e8 stato mai ricoperto il grande affresco nella nicchia sulla parete di fondo, a destra dell\u2019altare maggiore, raffigurante una \u201cDeposizione dalla Croce\u201d, datato 1530 e variamente attribuito a Cola dell\u2019Amatrice o al maestro Giacomo Bonfini da Patrignone. Il dipinto di maggior pregio conservato nella chiesa dell\u2019Annunziata \u00e8 per\u00f2 la pala d\u2019altare, dipinta a olio su tavola, raffigurante \u201cS. Antonio Abate in trono, S. Antonio da Padova e S. Giobbe\u201d, opera di Vincenzo Pagani (1490 circa -1568). Negli angeli si accenna l\u2019influenza di Raffaello, che fu molto attiva sul Pagani."}